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Può un formaggio come il Pecorino siciliano Dop essere motivo di clamore ed entusiasmo?

A questa e a tante altre domande ha cercato di rispondere l’Onaf nella settima edizione del Premio Trinacria d’Oro tenutasi al Federico II Palace Hotel di Enna l’11 e il 12 Gennaio scorsi.

Tra i primi formaggi ad essere riconosciuto e tutelato in Italia (insieme al Parmigiano Reggiano e al Grana Padano), il Pecorino siciliano non è a tutt’oggi una realtà diffusa, resta un formaggio “territoriale”, seppur apprezzato.

Dal cuore geografico della Sicilia, però, il presidente del Consorzio Pecorino Dop, Domenico Ferranti, ha voluto che si sentisse forte la volontà dei produttori di guardare al futuro per tramandare in modo degno, il bagaglio di storia e radici che questo prodotto caseario porta con se.

Per questo Ferranti, durante il talk che domenica 12 gennaio ha preceduto la cerimonia della premiazione, ha annunciato una serie di novità che verranno introdotte con l’approvazione del nuovo disciplinare, già nelle mani della Commissione europea e dalla quale si attende il via libera per inserire fra i prodotti a Marchio Dop anche tuma, primosale e semi-stagionato. Si spera, infatti, che così facendo, si possa passare dai 18 soci aderenti al Consorzio a numeri ben più cospicui, data la difficoltà di molti di sostenere gli elevati costi della stagionatura.

Davanti ad una attenta platea di estimatori e giornalisti, ad aggiudicarsi la medaglia d’oro 2019, consegnata dal sempre vitale Pietro Pappalardo, è stato Domenico Ferranti, allevatore e casaro a Santo Stefano di Quisquina (Ag), nonché presidente del Consorzio. Dietro di lui Angelo Presti (dell’azienda Rosario Presti), anch’essa a Santo Stefano di Quisquina. Al terzo posto Liborio Cucchiara di Santa Margherita Belìce. Presente alla due giorni ennesse dedicata a questa eccellenza casearia, anche una folta delegazione dell’ITS Albatros guidata dal nuovo presidente Paolo Bitto, che è intervenuto al talk per sottolineare l’importanza di simili iniziative che vanno a tutela delle peculiarità siciliane e fanno da stimolo e input per gli studenti impegnati nei percorsi di alta formazione nel settore agro-alimentare.

Dietro questo formaggio c’è decisamente più che latte di pecora intero, fresco e coagulato con caglio di agnello, canestri di giunco, stagionatura non inferiore ai quattro mesi, valore nutrizionale di indiscutibile rilevanza… Dietro questa ricerca spasmodica di qualità c'è l'amore per la propria terra e per ciò che la contraddistingue dalle altre, c'è un mare che isola dal resto e un sole intenso proprio come l'aroma del Pecorino. Non resta che tutelare il nostro patrimonio caseario, diffondere una rete di distribuzione non solo locale ma internazionale, condividere e promuovere il suo acquisto così da accaparrarsi uno spazio nobile sui banchi dei salumi e formaggi, senza per questo, stravolgerne il disciplinare che rende il Pecorino siciliano il nostro Dop>>.

Irene Spinelli

(ITS Albatros Avviso 9)

Supervisore: Flavia Buscema

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