Filippo Villari

Cosa a che fare un giovane brillante con un incontro ideato per mettere in risalto la figura della donna nel segno di un futuro progettuale legato alla ricerca?

Filippo Villari ex allievo dell’ITS Albatros Academy, lungi dal sembrare fuori contesto nella “Notte mediterranea delle ricercatrici”, che si è tenuta il 30 Settembre scorso al Rettorato dell’Università di Messina, spiega il perché della sua presenza definendosi esso stesso “un progetto riuscito”… 

“Ad invitarmi a partecipare è stata la docente del dipartimento di Scienze Biomediche dell’Ateneo peloritano, Antonella Sidoti, che è anche presidente di Fondazione ITS Albatros. La professoressa, con la mia presenza ha tenuto a mostrare i risultati di un progetto nato da un’idea avuta frequentando proprio uno dei corsi dell’ITS”.

Di cosa si tratta?

“Di un microbirrificio che sto aprendo al centro di Messina e che ha come obiettivo nel lungo termine di produrre la prima birra artigianale tutta “messinese”, dal campo alla bottiglia…”.

Un’idea ambiziosa!

“E costosa, aggiungerei, sia in termini strettamente economici, sia in termini temporali”.

Quando è prevista l’apertura?

“Entro Dicembre, a giorni arriveranno le prime attrezzature e poi partirò con la produzione di due tipologie di birra: una Ipa, amara e profumata, e una, più beverina, Blond Ale che incontri i gusti di chi ama le birre classiche. Entrambe saranno distribuite ai locali della provincia imbottigliate o infustate, ma ho anche la possibilità di allestire un bancone e un paio di tavolini dove accogliere i clienti all’interno del mio Sikania”.

Una piccola produzione quindi…

“Si, posso dire di puntare più alla qualità che alla quantità, il mio slogan è poca ma buona”.

Da dove arriva la tua passione per la birra?

“In realtà prima di frequentare l’Albatros ero un semplice bevitore, poi man mano che ho proseguito negli studi grazie anche ad alcuni insegnanti, ho trovato la mia strada. Silvio Gulino, il mastro birraio che si occupa della filiera della Birra, mi ha entusiasmato ed appassionato al punto che sin da subito ho cercato il modo per mettere a frutto questo amore. Grazie al corso, infatti, ho potuto fare visite in aziende, in fiere di settore e, soprattutto, fare stage allo stabilimento Pantesca di Pantelleria, una eccellenza nel campo delle birre artigianali siciliane”.

Quindi la tua passione è tutta Made in Sicily…

“Si. Vivere la realtà di un birrificio artigianale “assoluto”, data anche la sua collocazione geografica”, prima da stagista e poi da dipendente, mi ha fatto capite che era quello che volevo fare nella vita. Ho chiesto un finanziamento, ottenuto grazie ai bandi di “Resto al Sud”, che aggiunto ad un altro piccolo investimento personale e abbinato alla fortuna di possedere un locale commerciale a Cristo Re, mi consentiranno di produrre la mia birra messinese a Km0”

Ma non ti spaventa di esserti assunto un simile rischio imprenditoriale in un momento storico/economico così difficile?

“Onestamente? Non vedo l’ora di cominciare! Anche perché so benissimo che di qualsiasi consiglio dovessi avere di bisogno, posso sempre contare sul mio ex insegnante Silvio Gulino e chissà che un domani l’allievo non superi il maestro…”.

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