Un incontro culturale e culinario dove “u dialettu sicilianu fici l’amuri chi m’panatigghie zuccarati”, a cura dei corsisti ITS Academy Fondazione Albatros.
L’iniziativa ha scopo di recuperare e valorizzare l’uso della lingua siciliana che trova il suo riferimento culturale nei poeti della scuola federiciana; il siciliano è una lingua nella quale confluiscono etimologie composite e considerarla, come è avvenuto dall’unità d’Italia in avanti, un semplice dialetto, dimenticando autori come Micio Tempio e Martoglio, per non dire del Premio Nobel Luigi Pirandello, che ampiamente usarono la lingua siciliana, significa oscurare un importante patrimonio linguistico e identitario.
Ad aprire la quinta giornata dedicata al dialetto siciliano è stata la professoressa Antonella Sidoti, presidente di Albatros Messina. Le sue parole cariche di emozione e progetti in vista, hanno coinvolto tutti i corsisti dell’Istituto che per l’occasione hanno cucinato le m’panatigghie: dolcetti di pasta frolla, ripieni di macinato di vitello, zucchero e cacao.
Durante il nono appuntamento organizzato dall’Associazione Culturale ARB – ETS è stata preziosa la partecipazione della scrittrice e giornalista Anna Martano che ha letto e interpretato la poesia in dialetto siciliano, scritta in ottave dall’abate Giovanni Meli e pubblicata postuma nel 1911.
Ai nostri microfoni è intervenuto anche il presidente dell’ARB, Davide Liotta che ha invitato tutti i nostri follower a condividere gli appuntamenti sui social e divulgare l’uso del dialetto siciliano.