Come possiamo contenere le richieste dei nostri bimbi che, seduti sul carrello del supermercato, ci chiedono tutte le ghiottonerie che vedono esposte sugli scaffali?

Naturalmente, la cosa migliore sarebbe evitare merendine, snack e simili a beneficio di un buon panino con la marmellata, magari fatta con zucchero di canna non raffinato.

Se proprio non possiamo farne a meno, meglio leggere con attenzione gli ingredienti e scegliere i prodotti in cui non compare, ad esempio, lo sciroppo di glucosio.  

Può diventare una missione quasi impossibile, ma con un po’ di attenzione e di pazienza, si può fare.
Lo sciroppo di glucosio infatti, dolcificante derivato dall’amido di mais conosciuto con la sigla HFCS (High fructosecornsyrup), meriterebbe un trattato a parte, tanta ne è stata la sua diffusione.

Questo componente, inventato dall’industria alimentare per abbattere i costi, aumentare il potere dolcificante e creare dipendenza, è accusato negli ultimi anni di essere la principale causa dell’obesità.

Si pensi infatti che, negli USA, da quando questo tipo di dolcificante è stato messo sul mercato, i casi di obesità si sono moltiplicati. Presente in moltissimi degli alimenti di uso quotidiano come bibite gassate, succhi di frutta, merendine, integratori, dolci, sciroppi, panini da fast-food, cereali, biscotti, snacks e yogurt, sportdrinks, ketchup e in un’altra infinità di prodotti alimentari industriali, lo scorso anno è stato dichiarato alimento “non naturale” dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense.

Ma è proprio di pochi mesi fa la decisione di far marcia indietro e di restituirgli dignità di alimento “naturale”.

Cosa vi sia dietro a questo ripensamento è facilmente comprensibile, se si pensa agli enormi interessi dell’industria alimentare.
Per tornare al nostro carrello della spesa, la raccomandazione è quella di scegliere possibilmente prodotti che non ne contengano, in modo da non assumere quotidianamente dosi di questo alimento “naturale”.

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